Il pendolo P è sempre libero dalla ruota di scappamento, eccetto quando da essa, libera alla sua vol-ta, riceve la spinta.. La leva Q sta contro la ruota di scappamento, fino al momento
Trang 1sciupati o consumati Un guasto in una ruota dentata richiede il cambiamento della ruota intera
376 - Scappamento con un solo bottone nel pendolo La ruota di
scappamento è un piccolo disco munito di un bottone fissato ec-centricamente su esso Questa ruota fa un mezzo giro ad ogni o-scillazione semplice del pendolo, dando una spinta sulle fasce verticali Le facce orizzontali di queste non hanno azione alcuna Puossi adattare ai piccoli orologi
377 - Scappamento a tre braccia Gli arpioni o piani di arresto si
trovano in una finestra, aperta in una piastra, unita al pendolo, ed
i tre denti della ruota di scappamento agiscono alternativamente sull'arpione o piano superiore ed inferiore
Nella figura un dente agisce sull'arpione superiore
378 - Modificazione del numero precedente.'Ha degli arresti D
ed E A e B sono gli arpioni
379 - Scappamento libero Il pendolo P è sempre libero dalla
ruota di scappamento, eccetto quando da essa, libera alla sua
vol-ta, riceve la spinta Si ha un arpione I, che riceve la spinta durante
l'oscillazione a sinistra del pendolo
Trang 2379 380
La leva Q sta contro la ruota di scappamento, fino al momento
preciso, in cui si dà la spinta, nel quale istante essa rimane libera
dalla ruota per mezzo del nottolino C unito al pendolo Quando il
pendolo ritorna a destra, la leva allontana il nottolino, girando questo intorno ad un perno
380 - Scappamento gravità di Mudge Gli arpioni A e B
oscilla-no intoroscilla-no a due assi diversi, come è indicato in C, invece che ad
un solo Il pendolo oscilla fra le braccia P e Q e cosi in ogni
o-scillazione solleva uno dei contrappesi posti sopra la ruota Quando il pendolo ritorna, l'arpione col proprio peso cade e cosi
dà la spinta alla ruota
381-382-383 - Sono modifiche al n 374 Vengono considerati
come trasformazioni di scappamenti ad àncora ove si è data alla
ruota una dentatura a fusi, a è la ruota, b il braccio La 374 è la
costruzione più comune La 382 differisce dalla 381 per una maggior lunghezza dei bracci dell'ancora e per la sostituzione di fusi semicircolari ai fusi circolari La 383 ha una ruota con dop-pia serie di fusi
Trang 3381 382 383
Trang 4384 - Scappamento gravità a tre braccia La spinta agli arpioni A
e B è data da tre caviglie o spine vicine al centro di rotazione
del-la ruota di scappamento Gli arpioni poi oscildel-lano intorno ad un centro vicino al punto di sospensione del pendolo La ruota di
scappamento si arresta, incontrando le sue braccia le sporgenze D
ed E portate dagli arpioni
385 - Scappamento gravità doppio a tre braccia Due ruote A B
C ed abc hanno ognuna una serie di fusi Le due ruote sono
abba-stanza lontane l'una dall'altra da permettere agli arpioni di venirsi
ad appoggiare su tali fusi Le braccia della prima ruota vengono a
riposare su di un arresto D posto su un arpione e quelle dell'altra ruota su un arresto E posto sull'altro arpione
386 - Scappamento gravità di Bloxam Gli arpioni sono
alterna-tivamente spinti dalla piccola ruota e l'arresto è ottenuto per
mez-zo degli speroni A e B, contro cui vengono a riposare i denti della
ruota grande E ed F sono due braccioli biforcati tra i quali
trova-si il pendolo
387 - Scappamento per cronometri Forma più comunemente
u-sata — Quando il bilanciere gira nella direzione della freccia, il
dente V preme la molla contro la leva, la quale cosi si scosta,
Trang 5per-mettendo alla ruota di scappamento di progredire di un dente Quando il bilanciere ritornando gira in senso opposto, il dente V spinge la molla di fianco senza muovere la leva, la quale allora si
appoggia contro l'arresto E L'arpione P è il solo che riceve
l'im-pulso o la spinta
388 - Scappamento a leva per cronometri Gli arpioni A e B e la
leva funzionano come nello scappamento del numero 367 È da
osservarsi che gli arpioni A e B dell'ancora arrestano la ruota di
scappamento senza ricevere nessun impulso o spinta I denti della ruota di scappamento imprimono l'impulso direttamente
all'ar-pione C portato dal disco a cui è unito il bilanciere
389 - Regolatore per orologi da tasca La molla a spirale del
bi-lanciere è unita per il suo estremo esterno ad un bottone fisso R e per il suo estremo interno all'asse del bilanciere Nel punto P
so-no fissate su di un indice o braccio della raquette due spine fra le
quali passa la lama della molla spirale, per cui la parte della
mol-la compresa fra il punto fisso R ed il punto P è inattiva, ossia non vibra Il braccio della raquette, e quindi il punto P, può spostarsi
girando concentricamente al bilanciere Cosi questo punto varia
di posto sulla molla secondo la posizione dell'indice o braccio suddetto La lunghezza utile o vibrante della molla è compresa
fra il punto morto P e l'asse del bilanciere Spostando l'ago a
de-stra si riduce la lunghezza della parte attiva della molla e le
Trang 6oscil-lazioni del bilanciere si faranno più rapide Un effetto contrario ottiensi spostandolo a sinistra
390 - Bilanciere compensatore, t a t’ è l'asta principale del
bilan-ciere con viti regolatrici alla sua estremità, t e t' sono due barre
compensatrici colla parte interna in ferro e la esterna in rame
Es-se portano le masEs-se b e V
390 391
Quando la temperatura aumenta, le barre si incurvano interna-mente, per la prevalente dilatazione del rame, portando le masse verso l'interno e diminuendo cosi l'inerzia del bilanciere Quando
la temperatura diminuisce, si ottiene un effetto contrario Questo bilanciere compensa colla sua dilatazione o contrazione quella della propria molla
391 - Altro bilanciere compensatore È una modifica del
prece-dente Invece delle due masse vi sono applicate diverse viti che servono per la registrazione
392 - Pendolo compensatore a mercurio Il peso del pendolo
consiste in un vaso di vetro pieno di mercurio Quando l'asta del pendolo si allunga per un aumento di temperatura, la colonna di mercurio s'alza per la stessa ragione nel vaso suddetto; quindi mentre il centro di gravità tenderà ad abbassarsi per il primo fatto
Trang 7392 393
tenderà in compenso a sollevarsi per il secondo Si regolano le cose in modo da avere un compenso fra i due effetti Quando vi sarà diminuzione di temperatura si avrà pure un compenso fra l'accorciamento dell'asta e quello della colonna di mercurio, cosi
il centro d'oscillazione e la lunghezza del pendolo rimarranno sempre immutati
393 - Pendolo con lame compensatrici Le lame C sono disposte
orizzontalmente al disopra della lente M e portano verso le e-stremità due pesi o masse metalliche W W
Una delle lame, quella superiore, è di ferro, l'altra inferiore è di rame e sono saldate insieme per tutta la loro lunghezza Durante
le variazioni di temperatura il rame si dilata o si contrae maggior-mente del ferro Quando la temperatura aumenta nel mentre che
l'asta del pendolo si allunga e quindi la lente M si abbassa, le
la-me, dilatandosi di più il rala-me, si incurvano verso l'alto ed i due
pesi W W si innalzano (come indica la figura), viceversa, quando
la temperatura diminuisce, l'asta del pendolo si accorcia e le lame
si curvano in senso opposto al precedente Se i due pesi W W
hanno massa e dimensioni convenienti si raggiunge una
compen-sazione fra gli spostamenti della lente M e dei pesi W W in modo
che il centro di oscillazione del pendolo rimane immutato
Trang 8394 - Pendolo conico sospeso per mezzo di un filo metallico La
sua punta accompagna un ago fissato su un albero verticale
giran-te Cosi l'asta del pendolo descrive un cono
395 - Pendolo di torsione Il bilanciere è sospeso ad un filo o ad
una laminetta metallica leggera verticale Il bilanciere oscilla cir-colarmente in un piano orizzontale
396 - Altro pendolo di torsione Il bilanciere è costituito da un
volantino di considerevole massa sospeso ad una molla Questi regolatori, per mantenere il moto oscillatorio, richiedono una
for-za assai minore degli altri regolatori, ed hanno quindi un'oscilla-zione molto ampia e di grande durata Vi sono orologi muniti di questi regolatori con durata di carica di un anno
397 - Corda continua per tenere in azione un bariletto e quindi
l'orologio, mentre questo viene caricato Durante tale operazione viene sospesa l'azione della molla e del peso sullo stesso
barilet-to A destra trovasi la ruota motrice per l'orologio, a sinistra
quel-la per quel-la soneria P è una puleggia unita alquel-la grande ruota motrice
Trang 9Essa è munita di un arresto per impedire il regresso della corda o della catena, che si accavalla su di essa Una puleggia simile gira
su un piccolo albero p, sul quale trovasi la ruota grande della
so-neria Essa è unita a questa ruota per mezzo di una ruota a sega e
di un nottolino, oppure in mancanza di soneria, il suo albero è u-nito al castello dell'orologio I pesi sono attaccati, come è
indica-to nella figura Il più piccolo di essi serve solamente per tendere
la corda o catena sulle puleggie Se la parte b della corda o catena
è tirata verso il basso, la ruota a sega gira sotto il nottolino, in guisa che il peso grosso è tirato in su da e senza che la sua azione sulla ruota motrice sia modificata
398 - Bariletto di Harrison Una ruota grande a sega, sulla quale
è fissato il perno del nottolino R, è unita alla ruota grande G per mezzo di una molla SS' Mentre l'orologio cammina il peso
agi-sce sulla ruota grande G per mezzo della molla Quando però si
scarica l'orologio l'azione del peso viene sospesa e l'arresto T,
portato da un perno fisso al telaio dell'orologio, impedisce alla
ruota grande a sega di girare Cosi la molla SS', sospinge la ruota
grande durante il tempo necessario per la carica, essendo sola-mente necessario conservare il moto allo scappamento, perché il pendolo non si arresta per si breve interruzione Dei buoni
orolo-gi da tasca possiedono un apparecchio, che è sensibilmente
ugua-le al descritto
Trang 10399 - Àncora a leva di scappamento per orologi da tasca
Brevet-to a favore di G P Reed La leva porta un'ancora che ingrana coi denti della ruota a sega di scappamento Il bilanciere, girando, dà una spinta alla leva facendola oscillare coll'àncora,la quale spinta
poi è restituita dalla ruota di scappamento al bilanciere per mezzo della leva, durante la corsa retrograda del bilanciere stesso
400 - Scappamento per orologio da tasca (Brevetto di G F
Guernsey) In questo scappamento sono usati due bilancieri con-dotti dallo stesso motore, ma oscillanti in senso contrario l'uno dell'altro, onde elidere l'effetto di ciascun urto L'urto, che
accele-ra il moto di un bilanciere, ritarda quello dell'altro L'ancoaccele-ra A è unita alla leva B, che porta un settore, dentato metà internamente
e metà esternamente Ognuna di queste parti dentate ingrana con uno dei rocchetti dei bilancieri
401 - Scappamento a palette Facendo oscillare l'asta S, la ruota
a corona riceve un moto circolare intermittente
Trang 11402 - L'oscillazione dell'arpione produce un moto intermittente
di rotazione nella ruota a sega Un nottolino che serve di arresto
impedisce il ritorno a questa ruota La punta dell'arpione che è snodata è trattenuta da una molla, la quale, piegandosi, permette all'arpione stesso la sua corsa retrograda
403 - Due generi d'arresti per una ruota a fusi o a lanterna
404 - Movimento circolare intermittente trasmesso alla ruota
dentata per mezzo della leva B Questa leva alzandosi solleva il
nottolino C, liberandolo dai denti della ruota e portandolo indie-tro Essa poi abbassandosi trasporta lo stesso nottolino ad
Trang 12incon-trare un altro dente della ruota e lo fa avanzare spingendo cosi avanti la ruota stessa
405 - Movimento circolare intermittente comunicato ad una
ruo-ta a sega, facendo oscillare una leva a muniruo-ta di arpioni b e e
406 - Moto circolare intermittente dato alla ruota a corona
fa-cendo oscillare il braccio munito di nottolino
407 - Scappamento D è la ruota dello scappamento, C e B i due
arpioni, A il loro asse di oscillazione
408 - Disposizione d'arresti per una ruota dentata
409 - Varie disposizioni di arresti per una ruota a sega
Trang 13410 - Movimento circolare intermittente comunicato alla ruota A
dal movimento circolare della ruota piccola, munita di un solo dente o arpione
411 - Nottolino d'arresto Il nottolino può avere la forma come in
P, oppure come punteggiato in C
412 - Nottolino d'arresto a frizione Il nottolino in forma di
cu-neo penetra nella gola della puleggia
413 - Freno a ceppo Quello inferiore è una leva di primo genere
Quello superiore è una leva di secondo genere
Trang 14414 - Freno a nastro Abbassando il braccio libero della leva, le
estremità del nastro si avvicinano fra loro, per cui esso
abbraccie-rà il disco del freno con maggiore tensione e quindi aumenteabbraccie-rà la resistenza prodotta dall'attrito
415-416 - Freni a ceppi applicati ai carri ferroviari
417 - Freno a nastro differenziale È più potente del freno n 414
418 - Freno dinamometrico, è un apparecchio che serve
special-mente per misurare il lavoro o la forza effettiva sviluppata da un
motore Esso funziona come segue: A è una puleggia ben tornita,
fissata sull'albero, che deve trasmettere il lavoro da misurare Due ceppi di legno abbracciano questa puleggia Talvolta ad un ceppo vengono sostituite varie assicelle tenute insieme da una fa-scia o da una catena, come è indicato nella figura La dispo-sizione dei due ceppi, oppure del ceppo e delle assicelle, è tale da
Trang 15417 418
potere abbracciare la puleggia con energia sempre crescente, col
serrare i dadi delle viti sopra la leva D Ad uno degli estremi
del-la leva D è sospeso un piatto B; sul prolungamento dell'altro
e-stremo della leva di solito si applica un contrappeso (che nella fi-gura non si vede) onde equilibrare o controbilanciare il peso della leva e del piatto, e ciò per semplificare l'operazione, giacché in tal modo non occorre di tener conto che dei soli pesi applicati sul piatto
Stringendo le viti, la puleggia, quando gira, tende a trascinare,
per attrito, con sé la leva; i due arresti C C servono ad impedire
che la leva abbia eventualmente a girare coll'apparecchio intorno all'albero; essi sono distanziati l'uno dall'altro in modo da permet-tere alla leva dopo alcune oscillazioni di disporsi orizzontale, come indica la figura, il che si ottiene sia regolando la tensione delle viti, sia aumentando o diminuendo i pesi applicati sul
piat-to, allo scopo di raggiungere o di permettere all'albero di
compie-re il numero dei giri compie-regolarmente pcompie-rescritti
Il lavoro prescritto sviluppato è dato dal prodotto del peso molti-plicato per la velocità che il suo punto di sospensione assume-rebbe se la leva potesse girare assieme all'albero
"Volendo esprimere il lavoro o la potenza in cavalli con una
for-mula matematica, se indichiamo con P il peso in chilogrammi applicato sul piatto, l la lunghezza in metri della leva determinata
dalla distanza della verticale passante pel centro dell'albero, alla
verticale passante pel punto di sospensione, n il numero dei giri
compiuto dall'albero per minuto primo, πil rapporto fra la
circon-ferenza ed il diametro, N il lavoro o la potenza in cavalli-vapore,
supposto di aver prima ben equilibrata come abbiamo detto la
le-va, avremo: